Amore nel circo di Botero

logo_teatro_itAnteprima internazionale al teatro Verdi per un allestimento voluto da Nausica Opera International, in collaborazione col Comune di Busseto, e ispirato alla serie di dipinti di Fernando Botero intitolati “Il Circo”. L’ambientazione pensata da Victor Garcia Sierra, che si è occupato di scene e regia, è semplice quanto efficace: un tendone centrale a strisce gialle e rosse che, grazie ad una pedana girevole, può consentire allo spettatore la visione ora del proprio esterno ora del proprio interno, un tipico carrozzone circense posto sulla sinistra e alcune balle di fieno collocate, invece, sulla destra.

spettacolo_28470Dell’immaginario boteriano mancano certo le immaginifiche forme generose, ma i costumi di Marco Guyon, per foggia e colore, ricalcano fedelmente quelli presenti nei quadri del maestro. Adina ha una testa di ricci neri e veste un abitino azzurro, Nemorino ora è pagliaccio, ora indossa un dimesso abito a giacca di color marrone, Belcore è un domatore in verde con giubba e stivali. In mezzo a loro spuntano qua e là i tipici personaggi che popolano i circhi di tutto il mondo, dagli acrobati ai giocolieri sui trampoli. La massiccia presenza in scena del coro e la oggettiva ristrettezza del palcoscenico bussetano rendono a tratti difficile la realizzazione di un efficace movimento delle masse, le quali, mimando una serie di balletti un po’ scontati, rischiano di scivolare nel macchiettismo.

Eva Mei è un’Adina spigliata, ma al tempo stesso misurata, la voce è limpida e pulita, l’emissione perfettamente controllata, le agilità sicure. Al suo fianco Celso Albelo interpreta un Nemorino simpatico ed impacciato, dalla vocalità generosa, ma al contempo ottimamente dosata soprattutto nelle mezze voci che sanno essere ricche di colori; l’acuto è solido e squillante.Michele Pertusi è un Dulcamara di grande esperienza e senso del teatro, dal fraseggio curato e dotato di un registro grave dalle sonorità rotonde e scure. Veste i panni di Belcore Manuel Lanza: il timbro è piacevole, ma sono evidenti alcune forzature in acuto. Adeguata la Giannetta di Anna Bordignon.

Fabrizio Cassi, maestro concertatore e direttore, imprime tempi giusti alla partitura e ricerca un suono piacevolmente leggero che non esula dalla ricerca di sottolineature struggenti dei momenti di maggior lirismo. Più che discreta la prova del coro che in qualche passaggio avrebbe potuto giovarsi di un maggior amalgama.

Serata di gran gala, teatro gremito alla presenza nel palco centrale di Fernando Botero e della moglie Sophia Vari; pubblico entusiasta e prodigo di applausi a scena aperta (di Una furtiva lagrima viene richiesto a gran voce il bis), e a fine spettacolo. - Simone Manfredini

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